FAMIGLIA AMICA - Associazione non a scopo di lucro
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Storie di vita di amici Thailandesi - Natale 2011
- di padre Adriano Pelosin Carissimi amici, per questo Santo Natale che si sta avvicinando voglio farvi partecipi dell’ultima interessante esperienza che ho fatto assieme a 20 seminaristi, perché si tratta del Salvatore che viene. Questo lavoro di formazione mi è stato richiesto dalla conferenza episcopale thailandese già tre anni fa quando mi hanno chiesto di fare da moderator dell’Istituto Missionario Thailandese. C’è un corso anche per preti e suore che dura un anno (una settimana al mese) e un corso di cinque week-end per laici. Dal 15 Novembre al 3 Dicembre 2010 abbiamo organizzato un corso di orientamento missionario per 20 seminaristi Thailandesi che avevano appena completato la laurea in in filosofia . Avevano tutti 24, 25 anni. Voglio condividere con voi alcuni contenuti del corso e ciò che è avvenuto tra noi nelle tre settimane che abbiamo vissuto assieme. Meditazione 1. Siamo partiti dall’esperienza dei due discepoli che tornavano a Emmaus delusi dalla morte di Gesù. Abbiamo parlato delle nostre delusioni : “I mie genitori sono morti quando io ero ancora piccolo”.“I miei genitori si sono separati”. “I superiori non mi capiscono”.”I politici sono tutti corrotti”. “I sacerdoti non sono di buon esempio”. “Io non ho le capacità che vorrei”. “Dio non mi aiuta quando e come vorrei”. “Io sono sempre un po’ ammalato”. “Io non riesco a vincere tante mie debolezze”. 2. Poi ci siamo messi di fronte a Gesù sofferente e crocifisso. “Gesù ha sofferto il tradimento e l’abbandono dei suoi amici, accuse infondate, insulti, flagellazione, sputi, derisioni, una condanna ingiusta, la corona di spine, la croce, i chiodi e la sensazione di essere abbandonato anche da Dio Padre”. 3. Il terzo passo è stato quello di capire il senso della sofferenza. “Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?”( Lc 24,25) “Gesù sa di avere una missione che deve portare al suo compimento costi quel che costi. Gesù accoglie il dolore dell’uomo che lo colpisce perché quest’uomo sia liberato dal suo dolore. Gesù fa sua la violenza e la cattiveria degli uomini che si scagliano contro di lui per liberarli dalla loro violenza e cattiveria. Gesù capisce i suoi torturatori, conosce le motivazioni del loro male interiore, ha compassione di loro e chiede a Dio Padre di perdonarli. Gesù si assume tutta la responsabilità del loro male”. 4. Al quarto passo tutti hanno scritto il loro salmo sull’esempio del “salmo 22”: “Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?...” ”Io sono disperato a causa dei molti mali che mi stanno sommergendo”. “Non ho nessuno a cui rivolgermi e nemmeno tu, o Dio mi vieni in aiuto”. “Tutti mi deridono , tutti mi scherniscono , non so più dove nascondermi”. “I miei peccati e miei problemi sono troppo grandi per sperare misericordia e soluzione”. “Ma tu o Dio sei un Dio fedele, non disprezzi il grido del misero che viene a te con fiducia”. “Annunzierò la tua bontà e la tua grandezza a tutti quelli che incontrerò ”. 5. Dal problema della delusione, del fallimento e della sofferenza siamo passati al tema della paura. “Io ho paura della morte soprattutto della morte improvvisa”. “Io ho paura della solitudine, di essere abbandonato, di rimanere senza amici, senza qualcuno che mi voglia bene”. “Io ho paura di perdere la persona che amo tanto”.“Io ho paura di perdere i miei genitori”. “Io ho paura di essere rigettato dagli amici”. “Io ho paura di non farcela a diventare prete“. “Io ho paura che, una volta ordinato prete, non sia in grado di compiere bene il mio ministero ed essere di scandalo alla gente”.”Io ho paura degli spiriti”. “Io ho paura del giudizio degli altri”. “Io ho paura del giudizio di Dio”. “Io ho paura di andare in purgatorio o in inferno”. 6. Come superare la paura? “Da questo conosceremo che siamo nati dalla verità e davanti a lui riassicureremo il nostro cuore qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa”. (1Giov 19-20). “ Per questo l’amore ha raggiunto in noi la sua perfezione perché abbiamo fiducia nel giorno del giudizio; perché come è lui così siamo anche noi. Nell’amore non c’è timore, al contrario l’amore perfetto caccia il timore, perché il timore suppone il castigo e chi teme non è perfetto nell’amore” (1Giov. 4,17-18) “La legge poi sopraggiunge a dare piena coscienza della caduta, ma laddove è abbandonato il peccato, ha sovrabbondato la grazia” (Rm 5,20) “Voi avrete tribolazioni nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo” (Giov 16,32) 7. Poi c’è stata una riflessione sul pregiudizio. “Io penso che gli uomini sono migliori delle donne”. “ Io penso che i Thailandesi sono migliori dei Laoziani”. “Io penso che i Birmani e Cambogiani sono i nostri nemici”. ‘Io penso che i Cattolici sono migliori dei Buddhisti”. “Noi tutti abbiamo pregiudizi verso gli handiccapati mentali e fisici, i diversi da noi, quelli che vivono nelle baraccopoli, i ladri, i terrroristi, i mussulmani , quelli che sono in prigione, le prostitute”. 8. Come superare il pregiudizio? “ Dio creò l’uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò maschio e femmina li creò” (Gen 1,27) “Egli è la nostra pace: colui che ha fatto dei due un popolo solo abbattendo il muro di separazione che era framezzo, cioè l’inimicizia, annullando per mezzo della sua carne, la legge fatta di prescrizioni e di decreti ,per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo pace, per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, distruggendo in sé l’inimicizia”. (Ef 2,14-16) 9. Chi siamo noi e chi è l’uomo che incontriamo? È l’uomo che nasconde la sua vergogna e la sua nudità. Non riesce a rispondere a Dio che lo interroga. Ha paura, non ammette né il suo attentato all’autorità di Dio né la sua responsabilità per lo stato di isolamento in cui si è messo; ( Gen 3) continua a creare danni a se stesso e al suo fratello e alla natura.(Gen 4) Finchè la natura si ribella (Gen 6-7). Dopodichè l’uomo continua nella sua ricerca della propria grandezza e crea una società divisa. (Ge.11) 10. L’uomo di ogni tempo più si allontana da Dio e dai suoi fratelli, più soffre e più forte sente il richiamo della Casa del Padre (Lc 15). Il Padre manda il suo unico figlio perché entri nel tempo e nella storia dell’uomo e delle società divise. Egli esprime l’aspirazione di ogni uomo di far la volontà del Padre , di essere unito al Padre; anche se questo costa la morte corporale. La sua morte diventa la morte dell’uomo vecchio, ribelle. La sua resurrezione diventa la vita nuova del nuovo uomo ricreato dall’obbedienza del Figlio. Pratica Per dieci giorni abbiamo studiato la “Redemptoris Missio” al mattino e al pomeriggio siamo andati a incontrare persone che si trovano in profondo disagio . Tutte le persone sono di religione Buddhista. 1. Casa “Metta” per ragazzi sotto i diciotto anni detenuti per reati prima del giudizio (350 ragazzi) 2. Casa “Mudita”per ragazzi sotto i diciotto anni già condannati (200 ragazzi) Riflessioni: “I ragazzi hanno cooperato bene con noi, si sono rilassati, hanno giocato, cantato e danzato e nei gruppi di condivisione si sono aperti con noi.” 3. Casa “Rachawadi” per ragazzi disabili mentali e fisici Riflessioni: “Ci siano divertiti molto, ci siamo fatti disabili con i disabili, è stato facile”. “Come è brutto per i disabili fisici che devono vivere con i disabile mentali…essi capiscono tutto, ma possono far poco”. 4. Casa “Tanyaporn” per ragazze sotto i diociotto anni, abusate (65 ragazze) Riflessioni: “Le ragazze non hanno cooperato, si faceva fatica a coinvolgerle nelle nostre attività. Hanno detto che tutti gli uomini sono cattivi” 5. Ospedale di PakKret Riflessioni: “gli ammalati ci hanno accolto bene anche se non ci conoscevano. Io, dopo le prime domande e risposte non sapevo più che cosa dire. Uno mi ha detto di tornare a visitarlo. Una infermiera mi ha portato a visitare i bambini che vengono dall’orfanatrofio dello stato… che pena!”. 6. Baraccopoli di Tuek Deng, Kok Chek, Wat chong Lom Riflessioni: “Io non pensavo che a Bangkok ci fossero delle zone così povere con così tanta gente. Io non sarei mai andato in una baraccopoli da solo. Mi sono accorto che la gente delle baraccopoli è come noi. Abbiamo visitato alcune donne con l’AIDS, non abbiamo avuto paura . Abbiamo ascoltato tante storie di dolore, come può uno avere sofferto tanto e ancora sorridere e sopravvivere? “Quanta sporcizia” .“Che case piccole e quasi cadenti”. 7. Casa dell’”Emergenza” per ragazze abusate, ragazze prostitute, ragazze madri, donne partorienti, donne ammalate di AIDS, con figli sotto i sei anni. Riflessioni: “Dopo l’esperienza nella casa Tanyaporn (per ragazze abusate) siamo stati molto più attenti alla situazione di quelle donne; ci siamo avvicinati a loro con tanto rispetto e consapevolezza. Le donne sono state buone e brave con noi; è stata una esperienza serena e abbiamo un pò compreso e condiviso il loro dolore”. 8. Casa “Rai Thi Pung” :ricovero per uomini senza tetto e senza parenti (600 residenti) . Riflessioni: “È stato difficile interagire con quegli uomini”. “Erano tutti sotto sedazione di medicine anti depression”. “Puzzavano tanto, non riuscivo a trattenere il vomito”. “Uno mi ha baciato tante volte, poi mi son accorto che era pieno di piaghe”. “Solo pochi potevano interragire con noi”. “Forse ci siamo presi qualche malattia della pelle. “ “Nel mio gruppo uno mi ha detto che non può più tornare a casa perché sua sorella non lo vuole” 9. Casa “Ubeka” prigione ad alta sicurezza per giovani condannati a parecchi anni di detenzione (200 giovani). Riflessioni: “ Ci avevano detto che i giovani di questa prigione sono violenti e potrebbero prenderci come ostaggi. Io avevo paura mentre entravo. Io ho avuto paura quando ci siamo divisi in gruppo e ho dovuto condurre la condivisione con dieci di loro: erano tutti pieni di di tatuaggi… con poteri magici. Hanno commentato il nostro teatro (una storia simile a quella del figliol prodigo adattata ai Buddhisti). I ragazzi mi hanno chiesto di noi, vorrebbero essere parte del nostro gruppo. Mi hanno chiesto di Gesù e della religione cristiana. Ho potuto parlare liberamente di Gesù ed erano molto interessati. Questi ragazzi si sono aperti con noi ci hanno raccontato le loro storie e i loro crimini. Quei ragazzi sono molto liberi“. Testimonianze Per alcune sere durante il corso ho invitato delle persone che da Buddhisti sono diventati cattolici, alcuni sono membri della nostra parrocchia “Nostra Signora della Misericordia”. Riassumo brevemente due degli interventi più significativi. La Signora Kanchanatat, industriale La signora Kanchanat aveva appena finito il corso di tiro con la pistola. Da tempo pensava di uccidere il marito infedele e la sua amante. Quel gorno era ferma al semaforo rosso , la pistola carica nella borsetta, impaziente : il semaforo non diventa verde; una voce le dice: “Devi conoscere Dio… devi diventare cattolica”. Al semaforo verde, come guidata da una mano invisibile, gira a destra e poi ancora a destra ed entra nella chiesa “Nostra Signora della Misericordia”. Era domenica e la chiesa era gremita di cristiani, la messa era finita e la gente cantava: “In mezzo ai flutti impetuosi del mare in burrasca affidati a Dio….” La signora Kanchanat si inginocchia e piange a singhiozzi. Il sacerdote uscendo dalla sacrestia la vede, si avvicina e le chiede chi è e che problema ha. La signora racconta la sua storia di delusione e di odio . Il Padre la invita a venire alla catechesi. Solo dopo due anni la signora si sente capace di perdonare il marito e chiede il battesimo. Ora sta allevando la figlia che il marito ha avuto dall’amante e va a confortare i prigionieri condannati per omicidio….è tutta dedicata a testimoniare la grandezza di Dio. La Signora Sirintohonrn ( direttrice di Banca, industriale) La signora Sirinthorn, ha scritto un libro:”Le montagne possono essere spostate”. È la storia della sua vita. A 30 anni era già a capo di una banca di successo. Poi improvvisamente un suo collega di fiducia le fa uno sgambetto , fa sparire sette milioni di Euro dalla banca e lei deve essere responsible. Non le resta ache fuggire in USA. Ha tre bambini piccoli, il marito l’ha abbandonata e deve vivere di stenti ,di paura e di conflitti. Da piccola era stata alla scuola delle suore Ursoline e aveva imparato ad amare Maria la Madre di Gesù, aveva conosciuto il nome di Dio. In una notte di disperazione, piena di rancore e vendetta, invoca Dio, invoca la Madonna. Una voce interiore le suggerisce con forza: ”Perdona e tutto andrà apposto”. “ Ho ricevuto il dono del perdono e mi sono risollevata”, dice nelle sue testimonianze a buddhisti e cristiani. Dopo quindici anni di esilio ritorna in Thailandia, riesce a scoprire tutte le carte che documentano la sua innocenza. I suoi parenti e amici le chiedono di far condannare il suo traditore. Ma ella già, battezzata cattolica, risponde sempre allo stesso modo :”Come potrei testimoniare la grandezza di Dio che mi dato il dono della vita se non continuassi a perdonare ?” Adesso la signora Sirinthorn è padrona di due fabbriche con trecento dipendenti che segue con amore e giustizia e si sta preparando all’ultimo esame per diventare giudice per combattere i crimini contro i lavoratori. Io poi ho raccontato la storia di Monsignor Banchong (Amministratore Apostolico di Luang Prabang, Laos) che ho visitato nella sua sede nel giugno scorso. Monsignor Banchong è l’unico prete della sua diocesi che comprende tutto il nord del Laos. È della tribù Hmong. È stato messo in prigione tre volte, per complessivamente nove anni, perché andava a visitare i cristiani. Il Laos è di regime comunista dal 1975 e fino ad ora le libertà sono ancora molto limitate.”L’ultima volta che sono stato in prigione, racconta monsignor Banchong, per qual motivo, non lo so, sono stato confinato in solitudine in una camera scavata sotto terra. Poca luce entrava da una piccola fessura, un topolino veniva a farmi compagnia. All’inizio aveva paura e poi a poco poco siamo diventati amici…giocava con me… mangiava il poco riso con me. Mi domandavo: ‘Perchè sono qui? Che cosa vuole Dio da me? ‘Non avevo risposta…Non avevo nulla, non potevo dire la messa e neanche il breviario, però avevo me stesso; mi erano rimasti la mente e il cuore. Nel buio più intenso e nella solitudine più assoluta; e, non proprio assoluta, perché c’era sempre il mio amico topolino, quasi alla fine dei quaranta giorni…..avevo segnato con un sasso su un legno una lineetta ogni giorno che passava.. e quando sono uscito dalla camera della solitudine ho contato le lineette ed erano quaranta… Dicevo che in quel buio e in quella solitudine…ho ricevuto il dono di una profonda pace che non saprei spiegare a nessuno, ho sentito tanta compassione e amore verso tutti, specialmente verso i mie compagni di prigionia e i soldati che mi tenevano prigioniero; da allora sono diventato loro amico e anche loro mi confidavano le loro pene. Ho capito che siamo tutti prigionieri: sia i custodi, sia i detenuti…solo l’Amore ci può rendere liberi anche se siamo in prigione”. Dal 3 dicembre al 14 Febbraio i seminaristi fanno una esperienza missionaria nei villaggi delle tribù dei monti al nord della Thailandia. Questa cartolina di natale è stata realizzata da uno dei nostri bambini abbandonati. Si chiama Sutat, ma tutti lo chiamano Tek. Maria e Giuseppe stanno per fuggire in Egitto. Nella notte buia ci sono le stelle e soprattutto la luce dello Spirit Santo. È tutta una idea di Tek .
Io e i missionari e le missionarie dell’ Istituto Missionario Thailandese facciamo gli auguri di tanta pace e libertà interiore create dall’Amore di Gesù che viene per noi a Natale e per tutto l‘anno
nuovo 2011. --------------------------
---------------------------- Chiesa Nuova di Crespellano, Li 4 ott. 10 Domenica 3 ottobre ’10 si è svolta la 1° Festa d’Autunno a favore dei bambini poveri Tailandesi seguiti da p.Adriano Pelosin e i suoi missionari. Un grazie a tutti e a presto per organizzare un ‘altra festa Giovanni Neri ------------------------------------------
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